• Allergy Verona | Unità Semplice Dipartimentale di Allergologia | Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata
  • Sostanze allergizzanti

    Sostanze allergizzanti contenute nell’acaro Varie sono le sostanze allergizzanti dell’acaro responsabili (tramite inalazione o contatto) della comparsa di sintomi nel soggetto allergico. L’acaro in sé non è dannoso per l’uomo, ma è responsabile dei sintomi nel paziente allergico in quanto contiene sostanze allergizzanti dette “allergeni maggiori” presenti principalmente nelle particelle fecali e nel corpo dell’acaro

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  • Ambiente

    Condizioni ideali per la sopravvivenza degli acari: Nelle nostre abitazioni gli acari trovano le condizioni ideali di vita. Il riscaldamento permette il mantenimento di temperature attorno ai 20°C. La riduzione degli scambi d’aria con l’ambiente esterno (ventilazione ridotta), conseguenza delle nuove tecniche di costruzione volte a garantire un risparmio energetico come ad esempio l’adozione di

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  • Gli Acari

    Consigli utili per il paziente allergico all’acaro della polvere Nella polvere di casa vi sono numerose componenti quali: funghi, residui alimentari, granuli di pollini, forfore di animali, insetti (ad es.: scarafaggi), acari. Sono proprio gli acari, presenti in tutte le case, i maggior responsabili dei sintomi allergici (rinite, congiuntivite, tosse, asma, dermatite, prurito) nei soggetti

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  • Consigli utili

    Consigli utili

    Consigli utili per il paziente allergico a pollini Consultare i calendari pollinici per sapere il periodo di fioritura della pianta a cui si è allergici e per potere iniziare una profilassi-terapia farmacologica che andrà prolungata durante tutto il periodo di pollinazione. Evitare passeggiate nei prati, in zone ove l’erba è stata tagliata di fresco e gite all’aperto

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  • Cupressacee/Taxodiaceae

    Cupressacee/Taxodiaceae

    Della famiglia delle Cupressaceae fanno parte il Cipresso comune (vedi foto), il Cipresso dell’Arizona, la Tuja (vedi foto) e il Ginepro (vedi foto) che si ritrova in tutte le regioni, dal livello del mare ad oltre 3000 metri. Negli ultimi anni i soggetti che soffrono di pollinosi invernale da Cipresso sono in aumento, in particolare in Toscana, Puglia, Liguria, Umbria,

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  • Corylacee

    Corylacee

    (Nocciolo e Carpino) Il Nocciolo (vedi foto) è presente in tutta Europa, può crescere spontaneamente od essere coltivato per la produzione del suo frutto (nocciola) . Produce grandi quantità di pollini durante i mesi invernali da gennaio a marzo (vedi foto). I sintomi dell’allergia a nocciolo tendono spesso a perdurare nel tempo a causa della reazione crociata con

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  • Betullacee

    Betullacee

    (Betulla, Ontano) La betulla (vedi foto) è diffusa in tutta Europa, in particolare nei paesi scandinavi ove questa pianta è al primo posto tra le cause di pollinosi. In Italia la betulla si ritrova nei boschi delle Alpi e degli Appennini da 900 a 1800 metri di altitudine. Negli ultimi anni questo albero è sempre più utilizzato

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  • Oleacee

    Oleacee

    Oleacee (Olivo, Frassino, Ligustro) L’Olivo è diffuso in tutta l’area Mediterranea. Può essere spontaneo o coltivato, cresce in luoghi rocciosi e secchi fino ad altezze di 600-700 metri (vedi foto). Le concentrazioni polliniche atmosferiche possono variare da 100-200 granuli per metri cubi d’aria a 2000-3000 granuli nelle zone con coltivazioni molto intensive (esempio in Puglia) però, per

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  • Composite o Asteracee

    Composite o Asteracee

    Di questa famiglia hanno importanza allergologica i generi Artemisia ed Ambrosia ad impollinazine anemofila. L’Artemisia o Assenzio selvatico (vedi foto) cresce ai margini delle strade, lungo le ferrovie, nei prati in tutta l’Italia e in Europa. Durante la fioritura, nei mesi di settembre-ottobre, libera grandi quantità di pollini che però, a causa del loro peso, risultano difficilmente

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  • Urticacee

    Urticacee

    Di questa famiglia il genere Parietaria (P.) riveste maggiore importanza allergologica. È un’erba infestante che cresce soprattutto sui muri, nelle fessure delle rocce (da cui il nome “erba muraria o muraiola”), nei terreni secchi ed incolti. È diffusa dalla pianura fino a 900-1000 metri di altitudine. In Italia le specie più frequenti sono: P. judaica:

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